Nel carrello della spesa mettete un «coach» virtuale

«Trucchi» per favorire acquisti più salutari. Un esempio? Non acquistate solo quello che trovate ad altezza occhi
dal Corriere della Sera, Nutrizione

MILANO – A mangiar sano si comincia facendo la spesa nel modo migliore. Ma come regolarsi non mettere nel carrello i cibi sbagliati? Secondo una ricerca statunitense, sarebbero utili indicazioni specifiche date all’interno degli stessi supermercati attraverso “bollini” sugli alimenti più salutari per individuarli facilmente, nutrizionisti a disposizione per consigli dell’ultimo minuto e anche mini-consulenze per insegnare a leggere le etichette. L’indagine, che ha portato a queste conclusioni, è stata condotta in Arizona, da ricercatori dell’Università di Phoenix, coinvolgendo più di 150 avventori di una catena di supermercati che già utilizza circa 600 cartellini “segnaletici” per indicare le caratteristiche dei prodotti in vendita, ad esempio informando se si tratta di alimenti a basso contenuto di sodio o ricchi di calcio, di cibi “salva cuore”, o con effetti positivi sul sistema immunitario.

L’AIUTO SERVE – Una parte degli acquirenti che hanno partecipato all’esperimento ha fatto la spesa basandosi solo sulle proprie conoscenze; un secondo gruppo, invece, all’ingresso nel market è stato contattato da un nutrizionista che, in meno di una decina di minuti, ha dato informazioni di base sulla corretta alimentazione e sul modo in cui leggere le etichette e i cartellini presenti sui cibi. A spesa terminata, i ricercatori hanno calcolato il contenuto in grassi totali, grassi saturi e trans, frutta e verdura dei carrelli dei partecipanti. I risultati, pubblicati a giugno sulJournal of Nutrition Education and Behavior, hanno dimostrato chiaramente che la consulenza serve, eccome: il carrello della spesa si riempie di vegetali di tutti i tipi e scarseggia di cibi poco salutari se qualcuno ci insegna come muoverci fra gli scaffali del supermercato.

EDUCAZIONE – «Poiché quello che compriamo al supermercato è fondamentale per una dieta corretta, pensiamo che interventi mirati sui consumatori quando fanno la spesa potrebbero contrastare l’epidemia di obesità e sovrappeso che sta colpendo il mondo occidentale» sottolinea Brandy-Joe Milliron, fra i responsabili della ricerca. «La presenza di coach per la spesa, dietisti per consulenze e infopoint mirati al benessere alimentare dei clienti sarebbe davvero utile — afferma Antonio Caretto, segretario dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica —. Purtroppo è una proposta poco praticabile al di fuori di un contesto sperimentale, per cui bisogna insistere sull’educazione dei cittadini, dando loro modo di fare scelte dietetiche consapevoli e salutari».

ETICHETTE – Gli statunitensi ricordano, comunque, che anche scontare i cibi salutari e rendere disponibili semplici volantini con ricette sane o informazioni di base sui principi della nutrizione è utile. E gli esperti americani hanno aggiunto una serie di “dritte” rivolte ai consumatori. La prima regola da rispettare, dicono, è leggere attentamente le etichette, prendendosi il tempo necessario per fare la spesa con calma: arrivare coi minuti contati in un luogo che trabocca di cibi pronti non aiuta certo a evitare grassi saturi, conservanti e simili. «Questo è davvero un punto essenziale: per evitare acquisti sbagliati bisogna, ad esempio, accertarsi dell’assenza di grassi trans nei cibi, perché oggi sappiamo che sono i più temibili relativamente al rischio cardiovascolare, e valutare almeno la quantità di zuccheri semplici e grassi saturi presenti — consiglia il professor Caretto —. Leggere le etichette serve inoltre per conoscere la provenienza degli alimenti: uno dei fondamenti della dieta mediterranea è proprio l’uso di prodotti stagionali e locali, perché sono più freschi e integri nelle loro qualità nutrizionali e anche perché preferire frutta e verdura di stagione proveniente da coltivazioni vicine riduce il rischio di trattamenti con conservanti e antibiotici, che possono alterarne la salubrità o quantomeno il contenuto in micronutrienti importanti per il nostro benessere».

CIBI SEMPLICI? – L’etichetta serve naturalmente anche per conoscere la data di scadenza, nonché per valutare numero e qualità degli ingredienti dei prodotti: meglio diffidare di cibi apparentemente “semplici” che poi contengono una sfilza di componenti, compresi aromi e conservanti. Infine, un consiglio “logistico”, degli esperti americani: «Non acquistate solo quello che trovate all’altezza degli occhi o nei corridoi centrali del supermercato. Guardatevi intorno, fate confronti e valutate bene ogni alimento prima di metterlo nel carrello».

Alice Vigna

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